L’ormai nota crisi finanziaria che si ripercuote anche in termini di economia reale non solo impedisce a chi vorrebbe accendere un mutuo di farlo senza indebitarsi fino al collo, quando si riesce ad ottenerlo il mutuo, ma crea grossi problemi anche a chi il mutuo già ce l’ha.

Si perchè nonostante il costo del denaro ed i principali indici di riferimento per i mutui variabili, siano molto bassi, secondo i dati raccolti dall’Adusbef i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari nel nostro paese stanno continuando ad aumentare, anche se dopo il boom registrato nel 2010, l’impennata sta rallentando.

Per la precisione l’anno 2011 è stato caratterizzato da circa 40 mila procedure di questo genere (39474 per l’esattezza), quindi in aumento del 5,2% rispetto al 2010, anno nel quale rispetto a quello precedente l’aumento era stato di ben il 32%, come su detto.

Le cause di tale situazione vanno ovviamente ricercate in quella che è l’attuale condizione del nostro sistema economico ed occupazionale; è un cane che si morde la coda, in quanto con l’aumentata severità con la quale le banche concedono finanziamenti sia alle imprese che alle famiglie, stiamo assistendo anche alla chiusura di aziende sane che non riescono più ad avere nemmeno un minimo di credito, magari per pagare le tasse dovute.

Di consegunza le imprese che non riescono a tirare avanti sono costrette o a chiudere, licenziando tutti, oppure a ridurre drammaticamente l’organico, questo provoca minore capacità economica delle persone che a loro volta riducono i consumi e fanno fallire altre aziende; da qui il circolo vizioso.

Per questo è necessario investire ed agire concretamente nella direzione dello sviluppo e della crescita, come il nostro nuovo primo ministro Mario Monti ha promesso di fare nella fase due del suo operato; speriamo in bene è necessaria una buona dose di ottimismo.

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