Oggi dopo le prime aste dei titoli di stato italiani del 2012, andate molto bene, ovviamente lo spread scende sotto la quota dei 500 punti e questo significa che sta tornando la fiducia degli investitori nei confronti del nostro paese.

Tale situazione dovrebbe, almeno nel prossimo futuro, ripercuotersi favorevolmente anche su un’altro spread, quello dei mutui per la casa.

Già perchè dall’inizio dell’estate ad oggi le commissioni bancarie applicate ai finanziamenti immobiliari si sono in certi casi quasi quadruplicate, passando da una media dell’1% circa ad una media di più del 3% con punte del quattro.

Comunque sia nonostante questa situazione a cercare bene, per esempio su internet, è possibile ancora trovare prodotti che non comportano tasso finiti inaccessibili, con spread sotto il 3% ed indici, in funzione del tipo di mutuo richiesto, ai minimi storici.

In questo contesto dei quattro principali tipi di mutuo esistenti, e cioè il tasso fisso, il variabile, il cap rate ed il misto, solo quest’ultimo sembra stia vivendo un momento di picchiata, nel senso che, per lo meno online secondo Mutui.it, solo il 2% delle richieste sono a tasso misto.

Per il resto come al solito la scelta del mutuo dipende ancora dalla propensione al rischio del potenziale mutuatario, infatti è noto come il contratto più rischioso, cioè quello a tasso variabile, viene preferito solo da coloro che sanno gestire bene, sopratutto a livello psicologico, l’eventualità che la rata possa aumentare sopra le proprie possibilità in un futuro non proprio remoto.

Poi c’è la via di mezzo che vede richiedenti non del tutto allergici al rischio ma comunque non completamente tranquilli; sono coloro che optano per il variabile con tetto massimo, che comporta si un risparmio rispetto al fisso, ma senza esagerare con eventuali rialzi della rata dovuti alle oscillazioni di mercato.

Infine c’è chi, e forse attualmente sono la maggioranza, sceglie il più classico e tranquillo mutuo a tasso fisso, come questo, avendo così la possibilità di sapere in anticipo, e per tutta la durata del contratto, quali saranno le proprie uscite mensili.

Stando alle offerte disponibili sul sito della Mutuisupermarket, oggi il migliore prodotto a tasso variabile è quello di Creacasa (gruppo Credem) contro quello fisso di BNL Paribas; ebbene considerando un erogato di 140 mila euro da rimborsare in 25 anni la differenza tra i due tipi, ovviamente a favore del variabile è di ben 160 euro al mese per ogni rata, 737 circa, contro 897.

Questo significa che, se dovessimo immaginare di corrispondere le rate per tutta la durata del piano d’ammortamento, alla fine, scegliendo oggi il fisso invece del variabile, pagheremmo circa 48 mila euro in più d’interessi.

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