Nell’ormai vasto mondo del credito ipotecario scegliere il migliore prodotto in funzione delle nostre esigenze non è affato semplice, sopratutto in un momento che vede il nostro paese, ma anche tutta l’area euro, vivere momenti di forte incertezza, che possono portare a repentini cambiamenti dei mercati.

Come molti sanno il mutuo a tasso variabile subisce le oscillazioni dei mercati, e così va da se, che la rata da corrispondere mensilmente può cambiare anche drasticamente fino ad un punto tale da non potersela più permettere, con tutto quello che ne conseguirebbe.

L’altra faccia della medaglia è il più sicuro tasso fisso che stabilisce una rata iniziale che rimarrà tale a prescindere dalle bizze dei mercati, anche se ad un costo, in termini d’interessi, notevolmente maggiore.

Infatti ad oggi se consideriamo un’ipotetica richiesta di pari importo effettuata presso il medesimo istituto, per esempio BNL, ci accorgiamo immediatamente che la differenza su una rata regolata in base Euribor (quindi tasso variabile), ed una in base IRS, non lascia spazio a dubbi, il mutuo indicizzato è molto più conveniente, ma anche molto più rischioso.

Per rendersi conto di quale cifra parliamo abbiamo simulato sul portale della Mutuisupermarket la stessa richiesta, cioè 140 mila euro da rimborsare in 20 anni, per tutti e due i tipi di contratto, e quello di cui parliamo, in soldoni, si traduce in circa 152 euro al mese di gap a favore del variabile.

Ma allora quale è la soluzione migliore per risparmiare senza correre eccessivi rischi? La risposta è semplice, ed è il mutuo con tetto massimo; si tratta in poche parole di un tipo di contratto che prevede l’inserimento di un cap rate (tetto al tasso appunto) oltre il quale l’interesse non potrà salire anche all’aumentare dell’indice di riferimento.

La stessa BNL offre questo tipo di prodotto, che ci sembra la miglior soluzione, con un tasso massimo raggiungibile del 5,80%, esattamente uguale a quello offerto dalla stessa banca ma regolato a tasso fisso.

Così facendo, sott’inteso che sarà necessario mettere in conto di potersi permettere quell’ipotetica rata che comporterebbe il raggiungimento del tetto, avremo tutto il beneficio del variabile, inizialmente meno caro ed eventualmente suscettibile di ulteriori ribassi, senza correre il rischio di dover corrispondere una mensilità troppo onerosa per le nostre tasche.

 

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