Dopo il recente insediamento alla carica di governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, per calmierare l’aumento repentino degli ultimi mesi riguardante gli spread applicati dalle banche ai mutui per la casa, ha apportato due diversi ritocchi al costo del denaro fissato ora all’1%.

Di conseguenza anche i principali indici dei tassi variabili, nello specifico l’Euribor ad un mese e a tre mesi si stanno pian piano allineando a tale aliquota, ed infatti il primi è oggi a quota 0,86% circa, mentre quello a tre mesi è poco sopra la soglia dell’1%, precisamente 1,24%.

Riguardo a questi dati gli analisti danno come probabile previsione per l’andamento 2012 dell’Euribor, un continuo allinearsi al costo indicato dalla BCE, come su detto a quota 1%, ed in particolare è attesa tra giugno e settembre corrente anno la riduzione dell’indice a tre mesi al di sotto dell’1%.

Questo se considerato insieme ad un’auspicabile aumento della fiducia sul nostro debito con conseguente diminuzione dei rendimenti BTP (nell’ultima settimana lo spread sta scendendo ed oggi è a quota 450 punti base circa) ed a un probabile miglioramento delle condizioni alle quali le banche trovano fondi per le loro operazioni di rifinanziamento, dovrebbe portare anche una riduzione sulle commissioni dei crediti ipotecari, che insieme alla prevista riduzione degli indici sui mutui a tasso variabile comporterà la presenza di migliori condizioni economiche disponibili sul mercato per i potenziali mutuatari.

Già oggi comunque la differenza che esiste su una rata calcolata in base Irs ed la stessa in base Euribor è piuttosto consistente; ipotizzando un’erogato di 150 mila euro da rimborsare in 30 anni considerando lo stesso istituto bancario, per esempio BNL Gruppo Paribas, il gap tra fisso e indicizzato (ad un mese dati Mutuisupermarket) è di ben 181 euro circa, 904 la rata del primo, e 723 quella del secondo.

Nonostante tale differenza però i mutui maggiormente richiesti in questo periodo sono quelli a tasso fisso, dato questo evidentemente derivato dalla percezione sull’incertezza del momento che le persone provano sulla loro pelle, in realtà effettuando un’esame un pochino più approfondito si potrebbe evincere che per esempio il tasso misto ad oggi può risultare una buona soluzione, ma vine richiesto solo nel 2% dei casi.

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