Il mutuo a tasso misto può essere una soluzione percorribile per coloro che seguono con interesse l’andamento dei mercati collegati agli indici di riferimento, in questo caso Euribor a tre mesi, in quanto in funzione del tasso d’interesse iniziale, permette al mutuatario di decidere, nel caso del prodotto in questione, ad intervalli di due anni se cambiare tipo di tasso oppure continuare con il medesimo.

Così se per esempio si inzia con il variabile, dopo il primo biennio sarà conveniente continuare con lo stesso ammortamento oppure direzionarsi verso il meno rischioso tasso fisso, se i mercati vivono momenti di forte instabilità.

Ad oggi anche se l’economia dell’area euro sta vivendo momenti di forte tensione, la differenza che c’è tra una rata regolata in base Irs ed un’altra in base Euribor è ancora piuttosto cospicua, al punto di poter pensare di optare per quest’ultima opzione per iniziare il rimborso del finanziamento, per poi rivalutare la situazione alla scadenza del secondo anno.

Supponendo quindi di iniziare il contratto con il tasso variabile ad oggi considerando un’importo richiesto di euro 170 mila da rimborsare in 30 anni su un valore totale dell’immobile di 220 mila euro, la rata da corrispondere per il primo biennio sarà di euro 863 circa, con un tasso a regime del 4,52% composto dall’indice Euribor a tre mesi più uno spread del 3,30%.

Superato tale periodo il parametro di riferimento diverrà Irs adue anni rilevato sulla secondo la media dei tassi vigenti nell’ultimo mese antecedente a quello di esercizio dell’opzione cambio tasso; quindi il mutuatario non conoscerà il reale importo della rata fin quando non sarà decorso il primo periodo.

A quel punto se sia il variabile che il fisso fossero divenuti troppo onerosi per ilcontraente c’è sempre la possibilità di una surroga per allungare il piano d’ammortamento e rientrare in un range accettabile; comunque sia questo solo nel caso in cui gli interessi siano notevolmente saliti, altrimenti converrebbe rimanere con il fisso.

C’è da dire che, come già accennato sopra, questo tipo di contratto è maggiormente indicato per quei soggetti che sanno gestire il rischio, sopratutto per quanto riguarda la componente psicologica.

Tornando al costo dell’esempio di cui sopra, oltre al costo della rata ci saranno le spese d’istruttoria, pari a d euro 800 e quelle di perizia per le quali l’importo sarà conosciuto solo nel momento del conferimento incarico al tecnico preposto, da scegliersi tra quelli iscritti all’albo e che operino nella zona di erogazione del denaro.

Oltre i costi aggiuntivi su detti vi sono ancora la commissione d’incasso rata pari ad euro 1,50 cadauna, e l’assicurazione incendio e scoppio per la quale l’importo verrà comunicato in sede di richiesta del mutuo.

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