Con la crisi e la stretta creditizia che imperversano ormai da mesi, il ventaglio di mutui disponibili per le diverse finalità si va sempre più assottigliandosi, ed infatti determinate tipologie di contratto sono quasi completamente scomparse, come quella per liquidità.

Alcune banche però, come la BNL Gruppo Paribas, dispongono ancora di questo prodotto, che nello specifico caso viene denominato mutuo spensierato liquidità.

Si tratta di un finanziamento ipotecario immobiliare che può erogare da un minimo di 50 mila euro fino al massimo del 50% del valore dell’immobile da ipotecare, quando per valore s’intende quello indicato nella perizia disposta dalla banca, e non quello nell’eventuale atto di provenienza dell’immobile.

Il tipo di tasso è fisso e cambia in funzione della durata del piano di rimborso, secondo le seguenti condizioni: fino a 10 anni 5,30%, da dieci a quindici il 5,65%, da quindici a venti il 5,80%, e così via fino ad arrivare al massimo tasso applicabile per la durata di 30 anni parti al 6,05%.

Per meglio capire di cosa stiamo parlando è sempre meglio tradurre le percentuali in una cifra reale, così possiamo vedere che, simulando con il noto broker Mutuisupermarket il mutuo in questione per un’importo di 60 mila euro da corrispondere in rate mensili per una durata di 20 anni, la rata da pagare sarà di 422 euro circa, con un tasso finito del 5,80% ed un Taeg del 6,25%.

Ricordiamo che il Taeg è quel tasso che meglio rappresenta il vero costo di un determinato finanziamento poi che ingloba in se anche tutte le spese accessorie e necessarie per il perfezionamento della pratica, come istruttoria, perizia eccetera, oltre che il costo dell’imposta sostitutiva, come da giugno scorso prevede la direttiva europea 2008/48/CE.

Per quanto riguarda appunto le spese di cui sopra, nel caso della nostra simulazione saranno pari ad euro 1273 circa, comprensive di istruttoria (1,25% del capitale erogato), perizia pari ad euro 250, ed assicurazione incendio e scoppio pari ad euro 1,14 per ogni mensilità del mutuo, cioè lo 0,0019% del capitale erogato da moltiplicarsi per il numero delle rate.

Non ci sono altre spese ricorrenti o di addebbito rata o quant’altro, tranne quella per l’imposta spostitutiva (una tantum alla stipula dell’atto) che nel caso in oggetto sarà pari allo 0,25% del capitale finanziato e quindi euro 150; va ricordato inoltre che anche se si tratta di un mutuo non finalizzato all’acquisto, nel caso in cui si decidesse di estinguere anticipatamente il residuo capitale in tutto o in parte, non ci saranno penali da corrispondere.

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