Il decreto sulle liberalizzazioni, che tanto ha destato proteste e scalpore in questi giorni, tra le altre cose contiene anche interessanti novità per quello che riguarda il settore dei mutui per la casa, e nello specifico sulla parte riguardante le polizze assicurative aggiuntive sulla vita, che sempre più spesso vengono richieste obbligatoriamente al mutuatario per garntire la banca in caso di eventuale insolvenza.

La novità viene introdotta dall’articolo 28 del su detto decreto (testo decreto legge 24 gennaio 2012 numero 1), “Assicurazioni connesse all’erogazione di mutui immobiliari”, che praticamente impone agli istituti di credito, alle banche e agli intermediari finanziari, qualora richiedessero l’aggiunta di tali polizze al finanziamento, di sottoporre al cliente, almeno due preventivi di due diversi gruppi assicurativi.

Inoltre va ricordato che grazie ad un’altro intervento, quello dell’Isvap, dal mese di aprile prossimo le stesse erogatrici del credito non potranno più rivestire nello stesso momento il ruolo e di finanziatore e di assicuratore, come spesso accade ed a prezzi talvolta affatto ragionevoli.

Queste due novità ovviamente porteranno ad un’aumento della concorrenza e della competitività con conseguente riduzione del costo di tali polizze, che ad oggi incidono pesantemente sull’onerosità finale del mutuo.

Il concetto è molto semplice, più soggetti abilito ad emettere un determinato servizio, aumentando così la concorrenza, e maggiore sarà la convenienza, determinata da un migliore rapporto qualità prezzo, che è appunto l’obbiettivo che si vuole raggiungere quando si parla di competitività.

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