Il neo presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, prosegue nella sua politica di taglio del costo del denaro, subito ridotto all’1,25% dopo il suo insediamento e di nuovo abbassato recentemente all’1%, allo scopo di incentivare la ripresa da questo buio momento dell’economia europea.

Beneficiano di questa riduzione tutti quei mutuatari che hanno già stipulato un mutuo a tasso variabile (indicizzato in base BCE), mentre non cambia praticamente niente per coloro che ad oggi ancora non sono titolari di un finanziamento per la casa, oppure per coloro che hanno in essere un credito regolato in base Euribor.

Questa differenza è data dal fatto che i mutui indicizzati in base BCE non sono soggetti ad operazioni di negoziazione, come invece avviene per quelli regolati in funzione dell’Euribor; cioè in parole povere questo significa che i finanziamenti indicizzati BCE risentono di questa riduzione proprio perchè l’indice in questione è quello, e se si riduce di conseguenza fanno lo stesso le rate di quel tipo di mutuo, mentre, per gli indicizzati Euribor la situazione è diversa in quanto questo indice è dato dalla media dei tassi d’interesse con i quali le banche si prestano denaro tra loro.

Va inoltre sottolineato che per coloro che sono in procinto di stipulare il mutuo, indicizzato BCE, probabilmente le cose non cambieranno comunque in quanto plausibilmente le banche aggiusteranno gli spread, a rialzo, per compensare questo taglio.

Ricordiamo che ad oggi ancora i tassi finali, sia fissi che variabili, applicati alle famiglie che vogliono acquistare casa, sono molto elevati e non vanno al di sotto del 4,11% per quelli indicizzati, e il 5,93% per quelli fissi, dati questi rilevati dal portale Mutuisupermarket nella sezione migliori mutui di oggi e paragonati in funzione del Taeg.

Le situazioni europea ma anche italiana sono ancora critiche, e nello specifico la scadenza della moratoria sui mutui prevista per il prossimo 31 gennaio 2012, certamente non aiuta la ripresa, si spera però, che dopo l’intervento del nuovo governo per deidicare parte degli introiti derivanti dalla reintroduzione dell’ICI al finanziamento del Fondo di solidarietà, si faccia qualcosa anche per la sopsensione delle rate, di concerto sia con l’Abi, all’epoca promotrice dell’iniziativa, sia con le associazioni dei consumatori.

Concludiamo col dire che, per il momento è molto difficile fare previsioni di lunga gettata, visto che npon è solo un problema locale italiano, ma il rischio, tutt’altro che scongiurato, è quello che scoppi l’euro.

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