Per chi è già proprietario di una casa non ipotecata, ed intende ristrutturarla, la scelta più conveniente in termini di tasso d’interesse per disporre della somma necessaria a tale operazione, è senza dubbio quella di optare per un mutuo ipotecario notoriamente meno caro del classico prestito personale proprio perchè viene posto a garanzia del debito contratto l’immobile oggetto dell’intervento edilizio, nello stesso modo della compravendita.

In linea di massima sia la valutazione del clinte da parte della banca che la relativa istruttoria del mutuo finalizzato alla casistica di cui sopra, è la medesima di quella per l’acquisto, le differenze fondamentali risiedono nella documentazione che va prodotta a tal fine.

Prima di elencare quali sono questi documenti occorre fare chiarezza sul tipo d’intervento che s’intende effettuare, distinguendo due diverse categorie di appartenenza che sono, manutenzione ordinaria e straordinaria, e grandi opere.

La differenza di base che distingue i due tipi di lavori da svolgere sta nel fatto che per i primi non si necessità dell’autorizzazione del comune o concessione edilizia (da qualche tempo si chiama permesso di costruire) ma è sufficiente presentare una DIA (denuncia inizio attività), mentre per il secondo tipo è indispensabile il parere concorde dell’ente preposto.

Senza entrare nel merito del tipo di attività da svolgere (che individuerete con l’ausilio del tecnico geometra o architetto del quale dovrete necessariamente avvalervi) vediamo quali sono le documentazioni utili allo scopo.

Oltre alle classiche pezze d’appoggio reddituali (vedile QUI) che la banca per prima cosa vi richiederà, dovrete allegare alla domanda di mutuo un preventivo compilato dall’impresa che svolgerà il lavoro nel caso in cui si tratti di manutenzione ordinaria, mentre se si tratta di interventi straordinari oltre al preventivo si dovrà aggiungere la DIA, infine se parliamo di grandi opere (rientrano per esempio in questa categoria gli ampliamenti) in più al preventivo di spesa sarà indispensabile la concessione da parte del comune con relativa prova del versamento corrisposto allo stesso per ottenere tale autorizzazione.

Ricordiamo infine che esiste un’agevolazione fiscale dedicata alle ristrutturazioni della casa si tratta della detrazione irpef del 36%, puoi vedere come funziona qui.

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