Nonostante gli sforzi del nostro attuale governo, e quelli della comunità intera per cercare di orientarsi verso la giusta direzione nei confronti della crisi, per il momento la percezione del futuro ed anche le previsioni tecniche date dai numeri non lasciano presagire nulla di buono per l’anno 2012, che, come ormai è di dominio pubblico, sarà un anno di recessione piena ma che forse potrebbe preludere una ripresa più convinta.

Intanto gli ultimi dati Crif sulla situazione dei mutui in Italia, sono chiari è limpidi e mettono in risalto un momento dove, ovviamente, all’aumentare del costo del prodotto, diminuisce la domanda, specialmente quando chi deve acquistare tale prodotto sta vedendo sempre di più la propria capacità economica ridursi, vuoi perchè si perde il lavoro, o vuoi perchè le ultime tasse inserite nella recente manovra, comunque indispensabile per prendere tempo sui mercati, stanno limitando i consumi delle persone.

Il settore dei mutui ne risente come qualunque altro, ed infatti le richieste nel mese di novembre si sono dimezzate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, meno 46%, mentre se si guardano le statististiche da un punto di vista dell’intero anno, allora il calo è stato di “solo” del 17%.

Di conseguenza a questi eventi, va da se che il primo comparto correlato che soffre di questa stretta creditizia operata dalle banche, che ricordiamo avere attualmente grossi problemi di liquidità, è quello immobiliare delle compravendite che sono tornate ai livelli del 1998, come puoi capire da qui.

La manovra Monti dal canto suo ci ha permessi di raccimolare una somma di denaro che servirà per ripagare i titoli di stato in scadenza tra febbraio e marzo, che oggi vengono corrisposti ad interessi altissimi che denotano ancora una situazione di forte incertezza verso il sistema economico del paese, che è rappresentata appunto dal famigerato spread, ancora in questi giorni vicino alla soglia di guardia ma comunque non in salita, e questo è già buono.

Nello specifico riguardo proprio allo spread il Presidente Monti nella conferenza stampa di ieri ha sottolineato che non è sua abitudine demonizzare tale spread quando sale ne tantomeno divinazzarlo quando scende.

Per l’anno nuovo quello che ci si aspetta è solo la recessione, ma che, se verranno effettuati gli altri interventi quelli per la crescita e lo sviluppo (riforma del lavoro, liberalizzazioni eccetera), potrà forse trasformarsi in una rinnovata fiducia dei mercati nell’Italia e nell’area euro, che sta vivendo in questi mesi la sua prima vera crisi dai tempi della sua costituzione.

Una volta stabilizzata la situazione e ritrovato, speriamo, l’equilibrio del sistema economico anche in linea con quelle che sono le direttive europee, potremo auspicabilmente attenderci un calo del costo anche sui mutui per la casa, e sul credito alle famiglie e alle imprese tutto, che porterà inevitabilmente l’innesco della crescita.

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