Il mercato dei mutui per la casa sta vivendo, come l’economia intera del nostro paese, un momento di forte crisi che determina impressionanti aumenti dei tassi finali applicati ai clienti mutuatari, e nonostante i principali indici di riferimento (IRS EURIBOR) insieme al costo del denaro, recentemente tagliato dal governatore Draghi, siano ai minimi storici, alla fine il tasso d’interesse è comunque molto elevato, vediamo perchè.

Il problema principale è dato dalle difficoltà che le banche incontrano nell’ottenimento di liquidità attraverso le loro operazioni di rifinanziamento, che, a causa dell’ormai famoso differenziale di rendimento BTP Bund, sono anch’esse caratterizzate da tassi d’interesse molto onerosi, che ovviamente si ripercuotono sul cliente finale.

I dati del settore creditizio parlano chiaro, stiamo vivendo una totale stretta in questo senso, e le richieste di mutuo sono in picchiata e vanno di pari passo con il numero delle compravendite anch’esse in netto calo.

Esiste comunque una schiera di persone, famiglie che , o per necessità perchè magari sono in trattattiva per l’acquisto già da diversi mesi, o perchè comunque possono permetterselo, sono in procinto di accendere un mutuo, nonostante gli spread alle stelle.

Per questo andiamo ad analizzare le commissioni ed il Taeg (ad oggi) dei sei istituti che, considerato un’ipotetico mutuo di 150 mila euro da rimborsare in 20 anni erogato ad un dipendente a tempo indeterminato residente a Milano, vengono proposti dai due principali broker online (Mutuionline e Mutusupermarket) come migliori finanziamenti disponibili.

Si tratta di Webank, cariparma, BPM, Barclays, BNL e Byou; le prime tre offerte dalla Mutuionline comportano, oltre al tasso di riferimento (IRS a 20 anni) uno spread pari rispettivamente al 2,80% la prima, 2,70% la seconda e 3,15% la terza, mentre per quanto riguarda le proposte della Mutuisupermarket, cioè quelle delle ultime tre banche di cui sopra, la prima (Barclays) comporta uno spread del 2,70%, la seconda, BNL non riporta lo spread ma solo il tasso finito quindi indice più spread pari al 5,80%, mentre l’ultima, Byou ha uno spread del 3,20%.

Sotto il profilo della commissione quindi i più convenienti sembrano essere Cariparma e Barclays, ma nella realtà ciò a cui è necessario dare maggiore peso per rendersi conto dell’effettivo costo del mutuo in questione, è il Taeg, cioè quel tasso che meglio identifica l’onerosità dello specifico finanziamento poichè ingloba in esso tutte le voci di spesa da sostenere, come per esempio istruttoria, perizia eccetera.

Appunto guardando le diverse offerte sotto il profilo del Taeg il più conveniente è quello di Webank, che risulta avere questo parametro fissato al 5,75%; richiedi un preventivo alla banca in questione direttamente da QUI.

Ricordiamo infine che è molto interessante ed importante notare come, in questo periodo, è molto difficile trovare istituti che blocchino il tasso pattuito in preventivo per più di 30 giorni, per questo esiste la concreta possibilità, è molte persone attualemnte lo stanno vivendo sulla loro pelle, che alla data del rogito le condizioni economiche previste siano variate, sia a causa dell’aumentare diminuire dell’indice di riferimento (in questo caso Irs a 20 anni) sia a causa di ulteriori aumenti degli spread applicati dalla banca.

Fondamentale la corretta valutazione di quest’ultimo aspetto in quanto può veramente mettere in difficoltà l’acquirente futuro mutuatario, specialmente quando passano diversi mesi dalla delibera del mutuo al giorno della stipula dello stesso.

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