La situazione del settore immobiliare e creditizio dei mutui come ormai è noto, non è delle migliori, e siamo tornati quest’anno, come numero di compravedite residenziali a livelli segnati già nel 1998.

Già perchè per quest’anno le previsioni, secondo il terzo rapporto annuale Nomisma, sono al di sotto delle seicento mila transazioni, quota appunto registrata nell’anno su detto.

Fondamentalmente il grande problema risiede in due aspetti che lo caratterizzano nella sua totalità; parliamo della “mortale” stretta creditizia, e della minore capacità economica delle famiglie italiane.

Riuscire ad ottenere un mutuo oggi e diventato quantomeno difficile, anche per quelle categorie con contratti a tempo indeterminato, considerati un tempo i migliori clienti auspicabili da parte delle banche.

Oggi per gli istituti di credito non esistono più buoni o cattivi clienti, gli unici che forse riusciranno ad accendere, il purtroppo sempre e comunque necessario mutuo, sono coloro che i soldi già ce li hanno, hanno pure un lavoro fisso da 2500 euro al mese e non chiedono più del 50-60% del totale valore dell’immobile.

I prezzi sono in netto calo ed anche i tempi delle compravendite continuano ad allungarsi, nonostante questo le quotazioni del mercato sono comunque ancora così elevate da non poter nemmeno immaginare di acquistare la casa senza accedere al finanziamento ipotecario.

Il problema sta tutto li, se le banche non riaprono i rubinetti del denaro, difficile pensare ad una ripresa del settore, e quindi dell’economia intera, visto che l’edilizia nel nostro paese ha sempre funzionato come un volano, e se le case non si vendono, certamente non si costruiscono neppure, o per lo meno così dovrebbe essere.

Tutto questo ovviamente non potrà accadere fin tanto che le stesse banche troveranno tassi d’interesse elevati ed applicati alle loro operazioni di rifinanziamento.

Il concetto alla fine non è poi così difficle da comprendere, il sistema economico italiano è malato e la sua malattia è un debito enorme esponenzialmente aumentato negli ultimi anni, a causa di altrettanto enormi sprechi.

Fin quando tale debito non sarà, per lo meno in parte, abbattuto nessuno più sarà disposto a prestare soldi al nostro paese, se non a tassi d’interesse esorbitanti, che sono causa dell’incredibile aumento registrato negli spread dei mutui per la casa, che ad oggi arrivano a punte del 4,50%.

 

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