Nell’ambito di iniziative virtuose volte ad aiutare quei mutuatari in difficoltà, negli ultimi mesi si sono susseguite due diverse agevolazioni atte a tale scopo, la prima l’ormai famosa moratoria sui mutui, su iniziativa dell’Abi e di associazioni dei consumatori, alla quale hanno aderito oltre 50 mila famiglie, ma che dopo due proroghe molto probabilmente cesserà di esistere il prossimo 31 gennaio, e la seconda il Fondo di Solidarietà gestito da Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici) ammontante inizialmente a 20 milioni di euro che ovviamente sono stati esauriti, vista la crisi economica.

Proprio di quest’ultima agevolazione vogliamo parlare in quanto sembra che tra le altre cose nelle misure che domani verranno portate in parlamento dal governo Monti si discuterà di alimentare su detto fondo attraverso una percentuale decurtata dall’indotto derivante dalla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa.

Certo dalle indiscrezioni trapelate si parla di uno 0,3% che dovrebbe ammontare in soldoni a circa 10 milioni di euro annui, una cifra si accettabile, come a dire sempre meglio di niente, ma assolutamente insufficiente, considerato l’acuirsi della crisi ed il fatto che si parla anche di allargare tale aiuto a coloro che hanno perso il posto di lavoro ed erano assunti a tempo determinato (cioè la quasi totalità), categoria questa inizialmente esclusa.

Ad oggi comunque i requisiti in vigore per fruire del Fondo solidarietà mutui acquisto prima casa sono ancora quelli contenuti nel decreto 21 giugno 2010 recante norme di attuazione del su detto fondo, che è possibile visionare QUI, anche se il nuovo governo sta lavorando in questo senso per rimodulare tali requisiti che in data odierna vedono come condizioni imprescindibili per effettuare la richiesta l’aver stipulato un mutuo di massimo 250 mila euro in ammoratamento da almeno un anno, avere un ISEE non superiore ai 30 mila euro ed aver subito uno degli eventi meglio indicati nel regolamento di attuazione di cui sopra.

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