Dopo la giornata di Ognisanti peggiore dell’ultimo millennio, con le principali borse in grave perdita, le banche che non sono state da meno (Intesa San Paolo ha perso il 16%), l’annuncio del premier greco sul referendum (con il quale lo stesso premier chiede al suo popolo se hanno voglia di subire un salasso), il differenziale spread tra i nostri titoli BTP ed i Bund tedeschi di riferimento è arrivato al picco record di 459 punti, con tutto quello che ne consegue per chi deve accendere un mutuo.

Questo significa che le banche, che sono i principali detentori dei titoli BTP, si stanno sempre più ritrovando con mucchi di titoli che sono sempre più rischiosi e che portano giù gli istituti, infatti come su detto ieri Intesa San Paolo Ha perso quasi il 16%, Unicredit il 12% e non sono state le uniche a perdere.

Ovviamente chi alla fine ne farà le spese è il popolo su entrambi i fronti, da una parte dovendo il governo pagare maggiori interessi sui titoli (perchè più rischiosi), quello che cerca sono fondi, e dove li prende? Ma è chiaro che tra il taglio delle pensioni ed i licenziamenti vociferati potrebbe anche farcela.

Dall’altro versante ci sono le banche che, trovando tassi d’interesse maggiori per rifinanziarsi, alzano le loro commissioni su mutui e prestiti, nello specifico mediamente il costo di un mutuo per la casa è aumentato notevolmente, fino al 10% se viene considerato tutto il periodo d’ammortamento.

Forse una soluzione maggiormente auspicabile per i soliti noti che vengono dissanguati, cioè noi, è quella di trovare il denaro che serve allo stato per sanare il debito in primis attraverso una patrimoniale (20 miliardi all’anno per tre cinque anni dovrebbero bastare) che vada a tassare sul serio chi di soldi ne ha tanti, e non i pensionati o i dipendenti pubblici; in secondo luogo si potrebbe alzare l’età pensionabile e con il denaro non versato per le pensioni dare maggiore sussidio di disoccupazione ai giovani che il lavoro o non lo trovano o l’hanno perso, e il terzo aspetto, certamente non meno importante, è eliminare gli sprechi, non tagliare gli investimenti.

Morale della favola, i soldi ci sono e ce ne sono tanti, tutto sta a come vengono utilizzati e sopratutto chi è ha utilizzarli, altro che spread in aumento, se qualcuno seriamente volesse percorrere una strada come quella di cui sopra allora forse ci sarebbe una speranza per una vera ripresa; finiamola di essere sempre sul bordo del precipizio.

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