Dopo il meno recente intervento di Abi sempre nel tentativo di regolamentare la sottoscrizione delle polizze CPI (Credit Protection Insurance) riguardanti i mutui per la casa e volte alla tutela del mutuatario in caso di sopravenuta minore capacità economica, finito però col sapore dell’insuccesso a causa dell’annullamento da parte del TAR, anche Isvap sta tentando di normalizzare la situazione.

Il quadro generale della vicenda vede determinati tipi di polizze per i mutui molto più cari se stipulati con lo stesso istituto erogante il finanziamento, per questo si vuole far si che sia proibito alle banche svolgere sia il ruolo di finanziatore che quello di assicuratore.

Questo è quanto si evince da un recente incontro svoltosi tra Isvap appunto ed alcune associazioni di consumatori tra le quali Federconsumatori, Lega Consumatori, Adiconsum, Assoutenti ed altre.

Sarebbe buona cosa che il potenziale mutuatario potesse almeno risparmiare su questo aspetto del mutuo, visto che recentemente gli spread annessi al credito per la casa sono praticamente raddoppiati a causa delle difficoltà delle banche nelle loro operazioni di rifinanziamento.

Aumentando la competitività in questo settore sarebbe possibile dare nuovo incentivo a quelle persone che non dispongono di garanzie forti mettendole così in condizione di poter ottenere il mutuo rilanciando così anche il mercato immobiliare attualmente in una fase di stallo.

Ricordiamo infine che il mercato riguardante le su dette polizze è relativo ad un giro d’affari annuale di circa 2,5 miliardi di euro, dei quali attualmente la quasi totalità è gestita dalle stesse banche che detengono i crediti ed applicano commissioni molto più salate di quelle che il cliente potrebbe trovare rivolgendosi al di fuori del circuito bancario che sta erogando il prestito.

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