Come tutti ormai sappiamo necessitano una serie di misure fiscali per sistemare i conti pubblici ed evitare il default del paese, per questo dopo le dimissioni del vecchio premier il nuovo Mario Monti è stato incaricato appunto di risolvere la situazione, e tra le opzioni che più vengono accreditate come atte a tale scopo sembrerebbe vi sia una patrimoniale, vociferata più volte ma mai varata.

Ricordiamo che una patrimoniale è appunto imposta che colpisce i patrimoni solo per il fatto di possederli e non solo nel caso in cui da essi scaturisca un reddito. Questo significa che i beni che in primo luogo verranno tassati sono quelli immobili a prescindere dal fatto se sono o meno locati.

Il problema secondo Fiaip e Confedilizia è che così facendo si rischia di deprimere il mercato immobiliare ad un punto tale da far si che il valore degli immobili ipotecati per i mutui d’acquisto non sia più sufficiente a garantire la copertura dell’ipoteca stessa, e si creerebbe così un problema simile a quello dei mutui subprime americani tristemente noti.

Le federazioni su dette fanno notare come al solo campanello di una tassa del genere, le grandi città come Roma, Napoli e Palermo abbiano già fatto registrare ribassi delle quotazioni rispettivamente nell’ordine del 7% la prima, 6% la seconda e 8% l’ultima.

Non solo questo tipo d’imposta porterebbe anche ad una contrazione del numero delle compravendite che comunque è già in calo rispetto ai momenti d’oro vissuti alcuni anni fa quando nell’anno si raggiungevano 800 mila atti stipulati.

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