Da ormai alcuni mesi le forti tensioni dei mercati finanziari, la perdita di credibilità del paese con consegunte taglio del rating, e l’aumento degli spread applicati ai finanziamenti dagli istituti di credito, stanno sempre più consolidando un trend a scendere delle richieste di mutui per l’acquisto della casa.

Diversi soggetti e operatori del settore, come Banca D’Italia, Assofin e uno dei broker più conosciuti, la Mutuionline, confermano questo andamento negativo e nello specifico l’ultimo rapporto di Bankitalia sul primo semestre del 2011 segna un meno 7% circa in termini di erogazioni, mentre rimangono sostanzialmente invariati gli importi medi richiesti, dato quest’utlimo confermato anche dalle ricerche del broker di cui sopra.

Quello che sta cambiando notevolmente sono le precentuali di tipi di mutui che vanno a formare il totale degli importi, infatti le operazioni di surroga, cioè quelle effettuate dai mutuatari che rinegoziano il proprio mutuo in cerca di condizioni migliori, sono scese notevolmente dal 37% a circa il 18%, complice ovviamente l’aumento dei tassi effettivi sui prestiti ipotecari, ma in generale la situazione sui valori erogati è stabile, circa 130 mila euro.

Quello che è certo è che attualmente non è facile ne per le banche affacciarsi sul mercato con prodotti competitivi ne tantomeno per chi vuole accendere un mutuo riuscire nel proprio intento, sta di fatto però che anche dopo i corposi aumenti degli spread ancora è possibile trovare soluzioni che non sono poi così onerose.

Quello che sembra più difficoltoso è prendere la giusta decisione in merito alla scelta da fare in quanto visto il fermento nel settore la maggior parte delle banche non fissano il tasso finale per più di 30 giorni, e questo, nel caso di altri ulteriori aumenti, si potrebbe pesantemente ripercuotere sulla rata del mutuo effettiva di molto differente da quella preventivata.

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