Oggi è diventato sempre più difficile scegliere la soluzione giusta quando si tratta di dover decidere quale tipo di mutuo accendere, e ammesso che si abbiano le capacità economiche e le garanzie sufficienti per effettuare tale operazione (vista la crescente severità con cui le banche selezionano la clientela), le probabilità di fare la scelta migliore, sempre che attualmnete ne esista una, si riducono notevolmente a causa delle tensioni sui mercati che proprio negli ultimi tempi stanno facendo salire vertiginosamente le commissioni applicate dalle banche, gli spread per capirci meglio.

Ciò nonostante per alcuni, e cioè per coloro che attualmente stanno perfezionando l’acquisto di un’immobile, prendere il mutuo non è una scelta facoltativa ma obbligatoria, pertanto due sono gli aspetti che vanno presi maggiormente in considerazione.

Il primo, sicuramente fondamentale, è rendersi conto di quanto differisce la rata preventivata magari quattro mesi fa, da quella che ad oggi l’istituto prescelto è in grado di fornirci; questo chiaramente non vale per quelle persone che fortunatamente o consapevolmente hanno optato per una banca che ha bloccato il tasso finale fino ad una data sufficientemente lontana da permettere che lo stesso tasso sia poi applicato il giorno del rogito.

Ad oggi comunque la quasi totalità degli istituti non blocca il su detto tasso per pù di 30 giorni, una tempistica questa sicuramente non sufficiente visto che in media tra compromesso, cioè il momento in cui solitamente l’acquirente ha già incaricato la banca di istruire la pratica di mutuo, e l’atto definitivo, non passano meno di tre sei mesi.

Il secondo aspetto è il tipo di tasso che ovviamente determina la maggiore o minore onerosità iniziale, ma anche futura, del mutuo, infatti è rinomato che il tasso variabile è meno costoso di quello fisso (anche se attualmente è così solo se si tratta di brevi periodi), proprio perchè più rischioso; oggi orientarsi verso quest’ultima soluzione è ancora più pericoloso del solito proprio perchè il futuro non è affatto prevedibile, ed il fantasma del default sembra essere dietro l’angolo.

Per questo in questi ultimi tempi un numero sempre maggiore di mutuatari si sta di nuovo accostando al mutuo a tasso fisso, tralasciando quello variabile sia puro che con cap rate.

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