Per il momento le richieste di mutui per la casa nel nostro paese stanno andando sempre più riducendosi complice sopratutto la crescente mancanza di fiducia verso il futuro e quella che in previsione potrebbe essere la disponibilità economica del mutuatario, spesso ridotta da l’aumento di tasse ed imposte o dalla precarietà nel lavoro che certamente non aiuta.

Stando ai numeri per esempio nel mese di settembre 2011 c’è stata una riduzione delle domande di ben il 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, e la situazione non cambia se si torna indietro nel tempo per analizzare periodi più lunghi che ormai delineano un trend di discesa più che consolidato.

E per il 2012 cosa ci aspetta? Secondo i più esperti economisti, niente di nuovo e sopratutto nessun miglioramento in termini di volumi erogati, che dovrebbero comunque attestarsi intorno alle cifre che più plausibilmente verranno raggiunte per fine 2011 e cioè circa 570 mila mutui emessi, cifra questa ben lontana dai momenti d’oro di qualche anno fa.

Insomma la parte del bicchiere piena, sempre meglio vederla, è che per lo meno si può sperare in una situazione stabile che anche se non proprio rosea non ha ancora il sapore del default, quello che è chiaro è che la ripresa dovrà passare sia per la riduzione delle commissioni bancarie cioè gli spread recentemente lievitati, sia attraverso il non incremento dei principali indici di riferimento dei tassi attualmente bassi che insieme agli spread ridotti concorrerebbero veramente a rendere i mutui ipotecari più accessibili, e sia di concerto con agevolazioni per l’accesso al credito alle giovani coppie.

Tutto questo non potrà comunque avvenire fin tanto che l’Italia non riacquisterà un pochino di affidabilità sul piano economico finanziario internazionale che ad oggi è quella che sta vertiginosamente facendo aumentare i differenziali tra i titoli di stato di cui in questi giorni tanto si parla.

 

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