Scegliere il mutuo giusto per acquistare la propria casa, non è un’operazione affatto facile specialmente in un momento come questo che vede tensioni dei mercati e comunque una grande offerta di prodotti dedicati che a sentire i consulenti bancari sono tutti buoni e vanno benissimo per qualsiasi casistica; non è proprio così vediamo perchè.

Prima di tutto occorre distinguere i due principali tipi di mutuo, dei quali parleremo in questo articolo, che sono quello regolato a tasso fisso, e quello a tasso variabile.

Il primo è un finanziamento ipotecario per l’acquisto della casa che presenta il più comune piano d’ammortamento detto alla francese, e cioè caratterizzato da una rata sempre costante per tutta la durata del mutuo; il suo tasso d’interesse viene calcolato (di solito il giorno della stipula) in base Eurirs; questo indice che letteralmente significa Interest Rate Swap misura il tasso d’interesse medio con il quale le banche principali coprono il rischio d’interesse.

Il secondo tipo di mutuo a tasso variabile è invece un finanziamento immobiliare ipotecario che regolato in base Euribor presenta un‘importo della rata da corrispondere sempre diverso in funzione di quelle che sono le oscillazioni del mercato.

La differenza fondamentale tra i due mutui sta in primis come su detto nel diverso tasso d’interesse, ed in seconda battuta, ma non meno importante, nel fatto che il tasso fisso è sempre più oneroso del variabile, ed ancora oggi nonostante i recenti aumenti del costo del denaro la differenza sulla rata tra un mutuo di pari importo e durata ma con diverso tasso è ancora di circa 150 euro in favore del variabile, una cifra questa affatto trascurabile.

Morale della favola quindi è che, a parte il tasso misto che potrebbe virtualmente essere la soluzione ottimale per ancora sfruttare il momento più che vantaggioso del variabile rispetto al fisso, i due tipi di mutui oggetto del presente articolo presentano entrambi vantaggi e rischi.

Il variabile come già detto meno costoso ma sicuramente più rischioso, il fisso più costono ma senza rischio alcuno. Ma allora quale scegliere? Molto semplicemente il discorso è che il mutuo a tasso variabile conviene rispetto al fisso (specialmente considerando che nel caso di eccessivi aumenti dei tassi non previsti si può sempre surrogare), ma solo per quei mutuatari in grado di sopportare anche oscillazione dell’importo della rata piuttosto cospicue, mentre per coloro che già sono al di sopra del 30% del loro reddito, orientarsi verso un tasso variabile è una pazzia in quanto basta non pagare anche solo una rata e si diviene già cattivi pagatori.

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