Recentemente sono stati aumentati i tassi d’interesse dalla Bce a causa della crisi economica e dell’inflazione che sale, fattore questo anche dovuto alle politiche economiche sbagliate di alcuni poaesi, incluso ovviamente l’Italia.

Questi aumenti del costo del denaro subito si ripercuotono su quei mutui così detti indicizzati, cioè che variano l’importo della rata in funzione delle oscillazioni dell’indice di riferimento.

Nel caso dei mutui a tasso variabile l’indice di cui sopra si chiama Euribor, ed è proprio quest’ultimo che ha recentemente fatto aumentare le rate di tutti quei mutui variabili.

Ora il problema è che molte famiglie, talvolta mal consigliate dalle banche, hanno scelto il tasso variabile pur essendo già al limite con la rata; questo ovviamente porta i mutuatari ad una condizione di crisi che necessita dell’intervento del governo.

In merito alla situazione che vede oggi il 25% delle famiglie con un mutuo sulle spalle, in difficoltà con il pagamento dello stesso, il nostro governo ha cercato di tamponare inserendo nel decreto sviluppo un provvedimento che permette a determinate condizioni di rinegoziare il mutuo a tasso variabile passando direttamente al fisso, e di allungare anche la sua durata di cinque anni.

Per utilizzare questa agevolazione, è necessario aver stipulato un mutuo a tasso variabile per l’acquisto della casa (prima o seconda non fa differenza) o per la ristrutturazione non superiore ai 200 mila euro, avere un reddito Isee non superiore ai 35 mila euro ed essere in regola con il pagamento delle rate.

Tale rinegoziazione sarà possibile fino al 31 dicembre 2012, quindi se siete in difficoltà con il pagamento del mutuo vi conviene affrettarvi anche perchè i rincari dei tassi non sono finiti.

bilancia_300p250_MOL