Recentissimo l’ultimo ritocco della Bce di Trichet che porta il costo del denaro all’1,50% con le relative conseguenze sui mutui già stipulati a tasso variabile, rialzo questo evidentemente dovuto a politiche fiscali sbagliate che non contrastano l’inflazione, ma che anzi in alcuni casi l’aumentano.

Ricordiamo che un mutuo per l’acquisto della casa a tasso variabile è un finanziamento ipotecario immobiliare che varia l’importo della rata al variare dei tassi d’interesse (nello specifico indice Euribor), e che quindi chi si ritrova con il prestito sulle spalle ad oggi dovrà inevitabilmente subire rincari in media stimati da associazioni di settore in circa 200 euro annui.

Ora per chi ha ben organizzato il proprio piano d’ammortamento tenendo anche in considerazione (per quanto possibile) le più probabili oscillazioni dei tassi, non dovrebbero esserci molti problemi nel contrastare l’aumento su detto.

Per chi invece, magari mal consigliato da qualche mediatore senza scrupoli, si trova già adesso in prossimità del proprio limite economico, la soluzione potrebbe passare per la portabilità del mutuo.

Cambiando le condizioni del mutuo passando dal variabile al fisso attraverso la surroga, si potrebbero evitare altri ulteriori aumenti, ma considerato che il tasso fisso è ancora ad oggi più elevato del variabile, l’aumento del costo della rata sarebbe istantaneo, quindi dovrà essere (sempre se possibile) allungato il periodo d’ammortamento, ovviamente questo comporterà la corresponsione di maggiori quote interessi.

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