Come da titolo, tutti noi speriamo in una ripresa del mercato immobiliare che nel nostro paese è un settore trainante per l’economia, ma stando agli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio di Nomisma e riguardanti il primo quadrimestre del 2011, c’è poco da stare allegri.

Infatti secondo il su detto rapporto le quotazioni degli immobili sono ancora molto elevate e non registrano cali significativi che possano motivare una netta ripresa, ed inoltre l’offerta supera di parecchio la domanda.

Proprio questa situazione di continuo perdurare di domanda debole, è la principale causa che rende tutt’altro che scongiurato un’altro periodo di recessione.

I dati anche riguardanti il numero delle compravendite parlano chiaro, dopo un momento di stabilità delle transazioni registrato nel 2010 (che poteva anche lascaiare spazio a previsioni più rosee), con l’apertura dell’anno nuovo il volume di compravendite ha di nuovo subito una contrazione del 3,6% su base annua considerati tutti i comparti del settore dal residenziale al terziario, produttivo e commerciale.

Proprio il residenziale è quello che preoccupa di più e per il quale viene prevista un’ulteriore diminuzione delle operazioni effettuate che stando alle stime potrebbero scendere dalle 612 mila registrate nel 2010 fino alle 590 mila stimate per il 2011; c’è anche chi la vede in modo ancora più nero si tratta dell’osservatorio di Bologna che stima per il fine 2011 un totale di compravendite effettuate intorno alle 575 mila unità.

Ricordiamo, per dare un’idea di quanto il momento sia particolare, che nel 2006 il numero dei rogiti notarili riguardanti immobili residenziali si attestò su circa 845 mila transazioni.

Morale della favola in un quadro generale che vede abbassarsi il numero delle persone che riescono ad avere accesso al credito, i prezzi degli immobili praticamente invariati, un forte gap tra domanda e offertae la diminuzione del numero di compravendite immobiliari, sperare in una più solida ripresa diventa sempre più difficile, e la situazione che più ottimisticamente si potrebbe prospettare per l’anno in corso è la continuazione di un mercato fermo e tutt’altro che vivace.

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