L’ultimo incremento del tasso di sconto da parte della BCE era stato ampiamente preventivato dagli analisti e non sarà probabilmente l’ultimo dell’anno.

Ecco il commento di Stefano Rossini, amministratore delegato del comparatore mutui MutuiSupermarket.it: “Questa tensione al rialzo dei tassi sul medio-lungo termine produrrà probabilmente delle conseguenze sulla tipologia della domanda di mutui da parte delle famiglie. L’aspettativa è che l’aumento del tasso BCE spingerà sempre più verso una ripresa della domanda dei mutui a tasso fisso rispetto ai mutui a tasso variabile, in un contesto in cui questi ultimi, nei primi 5 mesi del 2011, hanno rappresentato circa il 60% delle richieste”.

Sebbene oggi rimanga ancora forte la distanza tra il miglior tasso variabile e il miglior tasso fisso (per un mutuo di 100.000 Euro a 20 anni si parla di una rata mensile inferiore di circa il 20%, differenza fra 920 e 750 Euro) e l’impatto dell’aumento del tasso può considerarsi di limitato rilievo (per un mutuo di 100.000 Euro a 20 anni, la rata aumenta di appena 13 Euro, passando da 536 a 549 Euro), l’aumento dei tassi e le aspettative per i prossimi mesi saranno importanti per le famiglie che stanno considerando la scelta del tasso del mutuo.

La sostenibilità della rata nel tempo sta assumendo progressivamente un valore chiave nelle scelte delle famiglie italiane. E oggi questa valutazione apre quesiti che chiamano in causa la propensione al rischio: è preferibile cogliere l’occasione di una rata bassa ora che potrebbe incrementare nel tempo o fissare subito una rata più alta ma fissa per tutto il piano di ammortamento del mutuo?

Oggi ottenere una rata a tasso fisso di uguale importo rispetto alla rata variabile comporta la necessità di ridurre l’importo richiesto o incrementare la durata del mutuo.

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