Proprio ieri la commissione urbanistica della regione Veneto, presieduta da Andrea bassi, ha approvato la proposta di legge per la modifica della presistente legge regionale sul Piano Casa in Veneto (legge regionale 14/2009), apportando così modifiche sia in termini temporali, che di contenuto.

La prima cosa da dire è che con queste nuove modifiche la legge toglie potere ai comuni, questo per uniformare il trattamento nei confronTi di tutti i cittadini veneti.

Saranno possibili anche interventi in aree del centro storico ma solo per quelle costruzioni che non presentano vincoli di carattere culturale, verranno ampliate le premialità volumetriche del 15% laddove vengano migliorate le prestazioni energetiche dell’edificio sul quale si interviene, inoltre si potràanno effettuare interventi anche su quegli immobili che rientrano nella fascia di rispetto della strada, ma soltanto se a intervento concluso l’edificio non abbia diminuito la sua distanza dalla strada.

Ovviamente non tutti d’accordo sulle modifiche apportate, ed infatti coloro che avevano votato contro l’approvazione, cioè PD, ITV e FSV, non vedeno di buon occhio questi comuni con meno potere decisionale, mentre chi ha approvato il testo di modifica, cioè PDL, LEGA e UDC, ha parlato della necessità di riavviare il comparto dell’edilizia, obbiettivo che era fin dagli albori l’obbiettivo principale della legge sul Piano Casa.

Ricordiamo infine che, la regione Veneto insieme alla Sardegna sono state le uniche due regioni in cui fin da subito (specialmente in Veneto) tale legge ebbe i suoi effetti.

Il testo prevede una proroga della validità di altri due anni.

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