Per acquistare una casa ad oggi nel 90% dei casi è necessario l’ausilio di una banca che ci conceda un mutuo ipotecario, che una volta contratto ci accompagnerà per una parte molto lunga della nostra vita, in media in italia sono 23 anni.

Quindi superati gli ostacoli reddituali e di perizia d’immobile, quello che ci rimane da fare è pagare la rata del mutuo, che in parte sarà composta da una quota capitale (che andrà effettivamente ad abbassare il debito residuo), e da una una quota interessi, che sarà il costo che viene applicato al denaro che la banca ci ha “gentilmente” prestato.

Ma questa quota interessi come si forma? Impariamo a calcolarla da soli sopratutto per renderci conto se effettivamente l’importo della rata corrisponde al tasso d’interesse relativo al mutuo che abbiamo stipulato.

Vedremo quali sono i calcoli da fare per trovare il tasso d’interesse del mutuo a tasso fisso, e di quello a tasso variabile, i più classici.

Iniziamo con il fisso, in questo caso per calcolare il tasso d’interesse definito tecnicamente Tan (tasso annuale nominale) sarà necessario sommare l’Eurirs (Euro Interest Rate Swap cioè il parametro che regola questi tipi di mutui e viene emesso quotidianamente dalla Federazione Bancaria Europea) allo Spread (cioè il guadagno della banca che alla fine è quella parte dell‘interesse sulla rata che fa la differenza tra le diverse banche).

Il secondo, tasso variabile, si ottiene invece sommando il Tasso ufficiale di riferimento Bce (cioè l’interesse che la banca centrale europea applica ai finanziamenti che concede alle altre banche) ancora allo Spread che ovviamente essendo il guadagno della banca non manca mai.

Ricordiamo infine che se dovessimo matematicamente svolgere il conto di quanti interessi a fine anno sulla rata sono stati corrisposti alla banca la cifra che verrebbe fuori sarebbe un pochino più elevata da quella indicata dal Tan, questo perchè il Tan appunto viene calcolato annualmente (cioè rappresenta l’interesse su un’anno di rate) ma corrisposto mensilmente, e questa dilazione fa si che alla fine i conti se pur di poco non tornino mai.

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