Le novità che verranno introdotte dal decreto sviluppo contenuto nel Def (documento di economia e finanza) riguardanti il nuovo Piano Casa, non convincono il settore edilizio, che si dice perplesso e sfiduciato sul fatto che queste nuove norme possano effettivamente rilanciare il comparto.

Ricordiamo appunto che il così detto Piano Casa era stato inizialmente, nel 2009, pensato proprio per dare nuovo spunto all’edilizia, incentivando i privati attraverso un meccanismo di ampliamento con il quale il singolo cittadino avrebbe potuto migliorare da un lato la sua abitazione e dall’altro dare nuovo vigore alla filiera delle ristruttrazioni/costruzioni.

Purtroppo a parte Veneto e Sardegna (che hanno ottenuto buoni risultati) nel resto del paese praticamente il piano ha fallito, ed anche se nella maggior parte delle regioni è stato prorogato, non sembra, a detta del settore, che le nuove norme contenute nel decreto sviluppo possano concorrere al raggiungimento dell’obbiettivo.

Le novità introdotte riguarderanno la redazione di una normativa locale da parte delle regioni da costituirsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto; fino a tale scadenza gli interventi potranno comunque essere effettuati secondo le linee contenute nel decreto e nello specifico gli immobili residenziali potranno beneficiare di una premialità volumetrica del 20%, mentre diverse destinazioni d’uso potranno ampliare solo del 10%.

Insodisfatti e critici gli operatori del settore proprio nei confronti di queste percentuali considerate basse e non in grado di garantire il necessario ritorno economico nel caso della demolizione e ricostruzione dell’edificio.

Potrebbe però anche darsi che le singole regioni varino delle normative che permettano maggiori ampliamenti.

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