Secondo recenti dati emessi dal noto comparatore di mutui Mutuionline.it le richieste di mutuo per l’acquisto della casa non hanno un trend ben definito in termini di orientamento del cliente verso un determinato tipo di prodotto.

Infatti guardando i numeri circa il 39% dei mutuatari si accostano ad un prodotto con tasso variabile (cioè quel tipo di mutuo che varia l’importo della rata in funzione dell’oscillazione dei tassi d’interesse), mentre il 35% sceglie ancora un tasso fisso certamente più sicuro nel tempo ma anche molto più oneroso; le restanti percentuali sono di mutui con cap rate e tassi misti.

Quindi è chiaro che questo quasi uguagliarsi delle percentuali d’interesse del cliente verso un prodotto piuttosto che un’altro, fanno capire che non c’è nell’aria la consapevolezza di quello che attualmente è il mercato dei mutui e quello che sarà nei prossimi anni.

Conti alla mano oggi il tasso variabile, anche nell’ambito di uno scenario che dalle previsioni farà ancora nei prossimi anni segnare ulteriori rialzi dei tassi, è ancora molto conveniente rispetto al fisso, ed anche ipotizzando un mutuo di per esempio 130 mila euro in 20 anni ci si accorge che in funzione delle previsioni al termine del contratto il risparmio sugli interessi corrisposti con il tasso variabile rispetto al fisso esiste ed è considerevole.

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