Nel prossimo Consiglio dei Ministri all’interno del decreto per lo sviluppo dovrebbe esserci anche una parte rigurdante i mutui variabili per l’acquisto della casa già in corso di ammortamento.

Si tratterebbe della possibilità, solo per mutui già stipulati a tasso variabile e con un’importo pari o inferiore a 150 mila euro, di pagare delle rate con un tasso d’interesse bloccato, nell’ambito di una situazione che sta vedendo il costo del denaro in aumento.

Per utilizzare questa nuova agevolazione (di cui ancora però non si conoscono con certezza le specifiche) è necessario possedere determinati requisiti che sono: un reddito isee (Indicatore situazione economica equivalente) al di sotto dei 30 mila euro, aver corrisposto le rate del mutuo senza ritardi, ed aver stipulato un mutuo a tasso variabile per un’importo non superiore a quello di cui sopra.

Il funzionamento del meccanismo, stando alle indiscrezioni, si baserebbe sulla ricontrattazione del mutuo in funzione di un tasso massimo d’interesse; poi in seguito la parte mutuataria dovrebbe corrispondere la differenza tra gli importi pagati a fronte della rata bloccata e quelli che avrebbe dovuto pagare secondo il normale andamento dei tassi d’interesse.

Quello che ancora non si sa è se il governo corrisponderà lui le differenze sulle rate (oppure come su detto sarà in futuro il mutuatario), o si porrà solo come saemplice garante.

Comunque sia l’intenzione sembra buona staremo a vedere come evolve la vicenda.

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