Secondo un recente studio presentato ad Abu Dhabi nell’ambito dell’ Intergovernmental Panel on Climate Change sarebbe possibile attraverso un’adeguata politica energetica soddisfare circa l’80% del fabbisogno energetico mondiale entro il 2050, utilizzando solo fonti rinnovabili.

Questo in termini di numeri e riduzione di emissioni nocive porterebbe ad un netto taglio dell’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera nell’ordine di diverse centinaia di miliardi di tonnellate nei 40 anni compresi tra oggi ed il 2050.

Secondo lo studio divulgato dai 120 ricercatori che hanno partecipato al congresso di cui sopra, il raggigungimento di questo risultato sarà direttamente correlato all’impegno delle amministarzioni pubbliche (sopratutto nei paesi in via di sviluppo) che dovranno decidere se orientare le loro politiche energetiche verso un’ampliamento dell’uso delle fonti rinnovabili, oppure verso una contrazione.

La previsione dello studio è riferita all’uso di diverse fonti che vanno dal solare, idroelettrico, eolico eccetera.

Nel nostro piccolo per quanto riguarda l’Italia da quello che si sente dire dai nostri addetti ai lavori, non sembra affatto possibile sopperire ad una tale quota di approvvigionamento energetico senza attingere ai combustibili fossili, d’altra parte si è forse già capito quali sono gli interessi di una classe politica che taglia le rinnovabili o comunque le mette in una condizione d’instabilità (vedi recente decreto rinnovabili) e vuole rilanciare il nucleare, un’idea quest’ultima che ha semplicemente del ridicolo se solo si pensa che anche nell’ipotesi in cui non vi fossero i pericoli che poi in effetti ci sono, nessuno nel mondo sa ancora dove stoccare in modo definitivo le scorie.