Recentemente approvato e firmato dai due Ministri il decreto attuativo del cosi detto “ammazza rinnovabili” tra proteste soddisfazione ed il no delle regioni della scorsa conferenza.

Iniziamo col dire che l’incentivo sarà erogato solo nel momento materiale in cui l’impianto verrà allacciato alla rete del gestore, e se tale allaccio non dovesse avvenire entro i tempi indicati nella delibera ARG/elt 99/08, vi sarà un rimborso per gli incentivi perduti ai sensi di un’altra delibera, la ARG/elt 181/10.

Viene previsto un obbiettivo nazionale di potenza installata pari a 23 mila Mw, a fronte di circa 7 miliardi di incentivi previsti; fino a fine 2012 ci saranno tetti di spesa semestrali, mentre dal 2013 in poi verrà applicato il modello tedesco.

Inoltre saranno premiati coloro che installeranno pannelli di produzione europea con un’incremento del 10%, mentre per le bonifiche dei tetti in amianto saranno corrisposti 5 centesimi di euro in più per ogni Kwh prodotto.

Soddisfatti del risultato Gifi e Anie che vedono nell’ultimo testo (quello approvato) diversi elementi migliorativi rispetto a quello iniziale, a partire dall’innalzamento deglia soglia di potenza incentivabile fino a 23 mila Mw, una norma questa che permetterà di far ripartire il settore.

Altre associazioni di categoria insieme con wwf non sono dello stesso parere di Gifi ed Anie, ed infatti Wwf ha parlato di una politica energetica che vuole spostare gli investimenti verso altri settori, mentre 150 aziende attive nel fotovoltaico si sono già affidate ad sos rinnovabili per avviare un’azione legale contro queste nuove norme.

Infine c’è chi auspica un conto energia anche per le rinnovabili termiche che eventualmente sarebbe sovvenzionato dalle bollette del gas, si tratta della Assolterm che nel corso di un convegno recentemente svoltosi a Verona ha parlato dell’introduzione di questo nuovo meccanismo incentivante.