Ancora non è pronto il testo finale per rimodulare gli incentivi sulla produzione elettrica da solare fotovoltaico, dopo la stesura di un testo che nell’ultima conferenza stato regioni non aveva soddisfatto queste ultime, ma al tempo i due Ministri Prestigiacomo e Romani, avevano comunque deciso di andare avanti firmando tale decreto entro fine aprile (come previsto da un’altro precedente decreto quello del 5 marzo).

Ora sono proprio i due Ministeri che trovandosi in disaccordo su alcuni punti, stanno ulteriormente rallentando il processo di rimodulazione, che ricordiamo essere principale causa dell’instabilità che ormai da due mesi circa sta caratterizzando questo settore, tutt’altro che in crisi.

Mentre già diverse centinaia di lavoratori sono stati messi in cassa integrazione, Romani e la Prestigiacomo, bisticciano su alcuni punti del decreto, ed in particolare sul discorso del momento in cui i nuovi incentivi debbano essere applicati.

Secondo lo Sviluppo Economico, gli incentivi possono essere riconosciuti solo nel momento effettivo in cui l’impianto sia allacciato in rete e quindi stia immettendo energia elettrica in essa; solo questo può giustificare la corresponsione di una tariffa incentivante.

Secondo invece il Ministero dell’Ambiente va bene certamente che gli incentivi vengano corrisposti quando l’impianto è allacciato, ma comunque dovrebbero essere concessi anche nel caso in cui siano decorsi più di due mesi dalla fine lavori certificata senza che ancora sia stato effettuato l’effettivo allaccio alla rete che ricordiamo può richiedere anche diversi mesi.

Insomma l’importante sarebbe che per lo meno facessero in fretta a delineare una nuova è certa situazione, in modo tale da dare la possibilità di regolarsi sia a chi ha già investimenti in essere, sia a chi vorrebbe accostarsi al settore per la prima volta, anche se di questi ultimi tipi non credo ce ne saranno molti nel prossimo futuro.

Domani nel prossimo Consiglio dei Ministri la situazione dovrebbe risolversi.