Nei primi giorni di maggio dovrebbe approdare una nuova bozza di decreto che modifica le linee guida generali sul Piano Casa, e che toglie potere decisionale alle regioni, che nella redazione delle loro normative locali, hanno spesso impedito una più ampia applicazione del piano, ostacolando una più concreta ripresa del settore edile.

Con il Piano Nazionale di Riforma, a differenza di quanto fino ad ora accaduto nel caso in cui le regioni non siano celeri nella stesura di una loro normativa verrebbe applicata quella nazionale, che permetterebbe ampliamenti in alcuni casi fino al 30% (e sembra senza limiti di volumetria), ed anche demolizioni e ricostruzioni.

Altre novità introdotte riguarderanno l’abbassamento della percentuale di ritenuta d’acconto (dal 10 al 4%) sui bonifici per gli interventi che fruiscono delle detrazioni del 36% e del 55%, e l’introduzione del silenzio assenso per la concessione del titolo edilizio nel caso in cui si tratti d’interventi di piccola entità che non aumentano la cubatura.

Gli addetti ai lavori, che aspettano ancora una svolta nella crisi, hanno accolto in modo positivo le eventuali modifiche, mentre le regioni, nella persona del presidente della Conferenza Vasco Errani segnalano la mancanza del limite volumetrico oltre il quale non si può più ampliare.

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