Con 104 voti contrari, 133 favorevoli, e 14 astenuti, passa in Senato l’emendamento che blocca il piano nucleare in Italia, dopo gli avvenimenti di Fukushima e un primo approccio al discorso “riflessione” del Ministro Tremonti in commissione europea,

viene inserito nella precedente moratoria di un anno questa modifica che va a sostituire completamente l’articolo 5 del decreto omnibus con il quale si stabiliva la “sospensione per un anno di alcune disposizioni del decreto legislativo 31/2010, sulle procedure per la realizzazione e localizzazione degli impianti di produzione energia elettrica da fonte nucleare”.

Secondo il Ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, si tratta solo di una più lunga pausa per riflettere e rivedere l’impostazione che era stata precedentemente data al discorso nucleare, e che dovrà essere spostata e discussa in sede europea.

Eliminate a questo punto tutte le normative riguardanti l’energia dell’atomo dal referendum del giugno prossimo, anche se l’ultima parola spetta alla cassazione che nel caso valuterà se eliminare completamente questa parte del referendum oppure presentare un quesito ridotto o comunque diverso.