Sono recenti i fatti che vedono dopo il disatro di Fukushima il primo dietro front del governo italiano sul nucleare che vide in atto una moratoria, ma che nello stesso tempo portavano avanti la burocrazia per la localizzazione dei siti di costruzione delle centrali.

Evidentemente però qesto non bastò a placare le paure degli italiani, ed ecco che più recenti accadimenti stanno vedendo la totale rimozione delle norme sull’energia dell’atomo che stanno mettendo in forse il referendum che impedirebbe di legiferare sulla materia nei successivi cinque anni.

Il fatto concreto è che si cerca di far passare l’idea che il nucleare non è più un problema e che la decisione di puntare altrove per l’approvvigionamento energetico sia definitiva.

Non è affatto così questa dell’abrogazione delle norme, che poi sono le stesse che costituiscono il quesito referendiario, è solo un’altra moratoria camuffata, utile solo a far si che non venga raggiunto il quorum.

Certo il governo vorrebbe che il referendum fosse eliminato per poi riaprire il discorso in sede europea, e nello stesso tempo non creare situazioni di tensione che potrebbero incidere negativamente sulle imminenti elezioni amministrative.

L’unico vero modo per abrogare il nucleare, senza che ci siano queste situazioni dalle quali non si capiscono mai le vere intenzioni di chi ci governa, è quello di andare a votare nel caso in cui il referendum si facesse.

Ricordiamo infine che l’ultima parola per l’abrogazione del referendum, in funzione dell’emendamento che elimina le norme sul nucleare, spetta alla Corte di Cassazione.

La partita non è chiusa non credete che non serva andare a votare perchè tanto il nucleare non si fa più, non è così.