Sulle nuove norme che regoleranno gli incentivi alle energie rinnovabili ancora incombe la tempesta, recenti le notizie di accuse reciproche tra il Ministro Romani e una delle associazioni di settore, mentre già si fanno sentire i primi effetti del decreto rinominato “ammazza rinnovabili” con 100 cassaintegrati nella città di Padova.

Infatti il Ministro Romani accusa l’associazione Aper di essersi rifiutata di confrontarsi sulla rimodulazione degli incentivi al fotovoltaico e torna a ribadire tutto l’Impegno del governo per valutare insieme alla filiera la creazione di un nuovo meccanismo incentivante.

Sull’altra sponda del litigio la stessa Aper che smentisce quanto dichiarato dal Ministro, e sottolinea che le sue quattro lettere, inviate allo sviluppo economico negli ultimi due mesi, non hanno ancora ricevuto alcuna risposta.

Mentre tutto questo succede, già i primi lavoratori rimangono a casa. Per la precisione si tratta di 100 dipendenti della Solon di Carmignano di Brenta-Padova (azienda produttrice di moduli e sistemi fotovoltaici) che da oggi sono in cassa integrazione, e ci rimarranno fino a giugno, se tutto “va bene”.

Il presidente della Solon, Domenico Sartore, ha già dichiarato che se non si rimedia subito a questa situazione di incertezza è probabile che tutti i dipendenti (250 persone) saranno messi in cassa integrazione, per non parlare dei circa 2000 altri lavoratori del settore facenti parte delle 194 aziende che costituiscono la Rete Imprese Venete per il solare, di cui Sartore è portavoce, che già dalla prossima settimana potrebbero dover mettere i lavoratori in cassa.

Ricordiamo, per chi l’avesse dimenticato, che è di fine marzo inizio aprile, la dichiarazione del governo che entro la prima decade di aprile, siamo al 18 oggi, si sarebbe ridata certezza al settore con un nuovo piano normativo da applicare a decorrere dal primo di giugno 2011.