La legge sul piano casa pensata per il rilancio edilizio economico del paese, nella quasi totalità delle regioni non ha funzionato fin da subito, in Veneto però è andata diversamente ed infatti la regione è stata prima in italia in termini di istanze presentate, pari a circa 23 mila e con una mole d’investimenti che si sta avvicinando agli 800 milioni di euro.

Proprio per questo motivo, già l’Assessore Chisso aveva auspicato tale proroga per dare ancora maggiore impulso all’edilizia, da tempo in crisi, ed ecco che alla sua voce si aggiunge quella dell’Ance veneta (Associazione Nazionale Costruttori Edili) per chiedere la procrastinazione dei termini della legge 14/2009 che ad oggi scade a fine giugno.

In particolar modo l’Ance chiede oltre alla proroga, la rimozione di alcuni vincoli, e la possibilità di effettuare ampliamenti sia sulle abitazioni nei centri storici, sia sugli edifici a destinazione produttiva.

Inoltre è stato auspicato anche il recupero del patrimonio pre esistente attraverso demolizioni e ricostruzioni implementato con la bioedilizia.

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