Acquistare un’immobile come solitamente si dice su carta, può essere un’operazione conveniente sia sotto il profilo economico sia per il fatto che spesso è possibile personalizzare la casa come più ci piace.

Ma quali rischi si corrono a fronte del risparmio? La casistica più comune che vede il promissario acquirente ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, dopo magari aver versato un 20% del totale alla stipula del preliminare di compravendita, è quella che la società costruttrice fallisca e che quindi i nostri sogni vadano in frantumi.

Fortunatamente però con il decreto 122/2005 per la tutela dei diritti patrimoniali dell’acquirente, venne inserito l’obbligo per il costruttore di costituire una garanzia fideiussoria nei confronti dell’acquirente per garantirne il rimborso nel caso in cui l’edificio non venga costruito o comunque completato.

Nell’ambito di questa legge la Corte di Cassazione con sentenza numero 5749 del 2011 ha sancito che l’obbligo di costituire tale garanzia per il costruttore sorge solamente nel caso in cui si sia stipulato un preliminare che abbia come oggetto il trasferimento non immediato di un’immobile da costruire ma per il quale sia stato richiesto il permesso di costruire.

Nel caso in cui invece per l’immobile in questione non sia stato richiesto tale permesso, l’obbligo della garanzia viene meno ed il compromesso può ritenersi valido.

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