A diversi giorni dal terremoto in Giappone e relativo tsunami, i problemi alla centrale nucleare di Fukushima sono tutt’altro che risolti, ed è proprio di poche ore fa la notizia che il nocciolo del reattore due sta fondendo, e che sono stati riscontrati nell’acqua di mare livelli altissimi di radiazioni.

La situazione reale molto probabilmente non verrà mai alla luce in quanto si è già notevolmente parlato nei media di quella che è la veridicità delle notizie emesse dalla Tepco, la società privata che gestisce la su detta centrale, e più in generale di quelle che sono le notizie che vengono diffuse in presenza di incidenti del genere.

L’incidente nucleare gipponese, da poco classificato nella scala Ines (International Nuclear and radiological Event scale) di livello 7, cioè catastrofico, inizialmente era stato classificato ad un livello 2 massimo 3, ed era stata scongiurata la possibilità anche remota che si potesse arrivare ad un’altra Chernobyl.

Non si riesce a capire ad oggi quali siano i livelli reali di radiazioni, e se queste possano danneggiare l’uomo non solo nelle immediate vicinanze della centrale ma anche a notevole distanza.

Purtroppo il brutto delle radiazioni è che non hanno ne sapore, ne odore ne tantomeno colore, quindi se si viene investiti da una nube radioattiva non ci si accorge di niente fin quando, anche a distanza di molti anni, ci si ammala.

Ricordiamo che il picco di mortalità dell’incidente di Chernobyl ci deve ancora essere, e sono passati la bellezza di 25 anni.

A questo punto, viste le conseguenze tutt’altro che prevedibili è necessario considerare, quando si parla di nucleare, che l’unica tolleranza accettabile per l’utilizzo di queto tipo di energia, deve essere pari a zero, ma poi chè probabilmente questo livello di rischio (zero appunto) non verrà mai raggiunto sarebbe il caso di accantonare per sempre questa tecnologia.

Per quanto riguarda l’Italia a mio modesto parere, è una pazzia portare avanti il progetto nucleare per tre fondamentali motivi: il primo è che come abbiamo visto nel corso degli anni contro la forza di madre natura non esiste struttura che possa tenere al 100%, il secondo è che il nostro paese è una zona del globo altamente sismica, ed il terzo ma certamente non meno importante è che in Italia i sistemi di sicurezza non funzionano affatto bene.