Il centro studi del gruppo Tecnocasa ha presentato la seconda edizione dell’osservatorio creditizio sul secondo semestre del 2010, effettuata attraverso i dati recepiti dalle oltre 300 agenzie Kiron ed Epicas presenti in tutto il territorio italiano.

Sono stati analizzati circa 6200 mutui emessi nel periodo in questione con particolare riferimento alla loro durata ed al tipo di prodotto scelto dal cliente.

Per effettuare tale analisi, i tipi di prodotti sono stati divisi in quattro principali categorie, e cioè il mutuo a tasso fisso, quello più classico dove l’importo della rata rimane lo stesso per tutta la durata del contratto, il mutuo a tasso variabile, cioè un tipo di contratto con il quale la rata fluttua in funzione delle oscillazioni dei tassi d’interesse, il variabile con capped rate, cioè una tipologia di prodotto nel quale la rata è comunque regolata dalle oscillazioni dei tassi ma non potrà superare (in aumento o diminuzione) un tasso d’interesse pre stabilito nel contratto, ed infine quello a tasso misto, dove il mutuatario ha la facoltà di scegliere il tipo di tasso (fisso o variabile) ogni tot anni pre definiti nel contratto.

I dati non lasciano spazio ai dubbi, nel periodo preso in esame il tipo di mutuo più gettonato è stato quello con tasso variabile puro (48% dei contratti), quindi la clientela nell’ultimo semestre 2010 ha preferito un maggiore rischio a fronte di un tasso più basso.

Segue il variabile con cap con il 32% delle preferenze, poi il tasso fisso con il 18% ed infine solo il 2% ha preferito il tasso misto.

Per quanto riguarda invece la durata media dei contratti, si è attestata sui 25 anni circa.

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