Per il prossimo lunedì è prevista la presentazione della bozza di decreto che andrà a rimodulare gli incentivi alle energie rinnovabili in particolar modo per il fotovoltaico.

Intanto si susseguono le proteste e si iniziano ad avere i primi cassa integrati nello specifico in Veneto regione dove il settore da lavoro a più di 4 mila persone.

Torna anche Giorgio Napolitano a richiamare il governo in concomitanza con la moratoria di un anno sul nucleare, dicendo di aprire nuovi scenari di ricerca sulle fonti energetiche alternative e rinnovabili.

Sulla nuova bozza di decreto sono molte le proposte avanzate dai diversi soggetti coinvolti, le associazioni Aper, Gifi, Anie e Assosolare hanno chiesto che non venga introdotto un limite massimo di potenza annuale incentivabile, Confindustria invece propone un graduale calo degli incentivi a partire dal 2012, mentre fino a tutto il 2011 solo un moderatissimo calo degli stessi.

Inoltre sarebbe auspicabile inserire in questo nuova normativa una sorta di sistema che possa evitare lo stallo del mercato.

Il Ministro Romani da parte sua a garantito che si darà certezza al settore in breve tempo, ma vi è la necessità di inserire un tetto massimo di potenza incentivabile per il fotovoltaico anche se ancora non si parla di numeri precisi.

Forse sarebbe il caso di guardare quello che sta succedendo in Libia ed in Giappone, e rifletterci bene sopra, in quanto è innegabile che le due situazioni siano riconducibili anche all’approvvigionamento energetico.