Il decreto di recepimento della direttiva 2009/28/CE, ampiamente criticato per i tagli al fotovoltaico, contiene anche novità in materia di certificazione energetica.

Infatti con l’articolo 13 di tale decreto, vengono apportate modifiche al decreto legislativo 192/2005 del 19 agosto e nello specifico articolo 6 nel quale viene inserito un’altro comma (2-ter) che riportiamo:”Nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari è inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici. Nel caso di locazione, la disposizione si applica solo agli edifici e alle unità immobiliari già dotate di attestato di certificazione energetica ai sensi dei commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater”.

Tutto questo per quanto riguarda la normativa nazionale, mentre per quelle regioni che hanno già provveduto a creare norme proprie si applicheranno le stesse.

Altra novità sempre inerente la certificazione energetica viene introdotta da un’uletriore comma sempre inserito nell’articolo 6 del decreto 192/2005 e nello specifico il comma 2-quater che riportiamo:” Nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal 1° gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita riportano l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica”.

Morale della favola nei contratti di vendita dovrà essere inserita un’apposita clausola dalla quale si evince che l’acquirente ha ricevuto tutte le informazioni e le documentazioni necessarie in termini di certificazione energetica, mentre per le locazioni vige lo stesso obbligo ma solo se l’edificio è già dotato della certificazione. Inoltre dal 1 gennaio 2012 tutti gli annunci di vendita dovranno riportare le informazioni sull’indice di prestazione energetica.

Sicuramente la norma andrà ancora rivista in quanto ci sono diverse casistiche per le quali nella stessa non viene esplicitamente indicato il comportamento da tenere; esempio nell’ipotesi in cui il contratto di compravendita contenga una clausola con la quale il compratore rinuncia ad ottenere il certificato in ogetto.