Finalmente si è svolto venerdi 18 marzo presso il Ministero dello Sviluppo, il primo tavolo di confronto sul decreto rinnovabili, a cui ricordiamo hanno partecipato i Ministri coinvolti (Romani, Galan e Prestigiacomo), Abi, Confindustria e settore delle rinnovabili.

Ordine del giorno, la stesura delle norme attuative del decreto, e la discussione sui nuovi incentivi che andranno applicati a partire dal 31 maggio 2011.

Secondo Romani, e necessario e giusto dare certezze nel futuro per chi vuole investire in questo settore comunque accostandosi a quelli che sono i target europei in termini di costi della tecnologia del fotovoltaico e d’incentivi.

Il Ministro Galan ha parlato di una strada lunga da percorrere ma che bisogna intraprendere per favorire chi veramente vuole sviluppare il settore, e non chi è interessato solo alla speculazione, mentre la Prestigiacomo commenta l’incontro dicendo che bisogna garantire gli investimenti in corso.

Nel frattempo è stata approvata una mozione del PD che contiene l’impegno del governo a garantire gli investimenti sul settore, attraverso ovviamente le dovute modifiche.

La domanda sorge spontanea, non potevano lasciare tutto come era fino alla naturale scadenza, e poi eventualmente modificare?Intanto circa 120 mila lavoratori rischiano il posto.

Si parla di nuovi incentivi, praticamente pronti (tra due settimane) che garantiranno tutto il settore, ma ci si può veramente fidare delle promesse di un governo che sbandiera il dietrofront sul nucleare, e poi procede con l’iter di approvazione dello stesso? Infatti martedì prossimo è al vaglio del Senato il provvedimento per lo schema di decreto che individua i siti di realizzazione delle centrali.