Con l’approvazione del federalismo municipale, entrerà immediatamente in vigore la cedolare secca a partire dal gennaio 2011.

Il nuovo regime fiscale per i redditi da locazione immobiliare abitativa prevede la sostituzione dell’attuale regime con tassazione sull’irpef e l’imposta di registro dei contratti, con un’aliquota unica che sarà del 21% sui contratti a canone libero, e del 19% su quelli a canone concordato.

Secondo la Cigil nazionale, questo nuovo regime oltre a ridurre il gettito di circa un miliardo di euro, porterà maggiori vantaggi solo ai proprietari con redditi medio alti e finira col incentivare la scelta del canone libero a scapito di quello concordato che come noto è meno oneroso per gli inquilini ovviamente.

Questo si può facilmente capire attraverso un semplice esempio; considerando un appartamento affittato ad un canone annuo di euro 10 mila con contratto libero, il risparmio rispetto alla tassazione attuale si registra per proprietari con reddito superiore ai 15 mila euro, mentre considerando la stessa situazione, ma a canale concordato, il risparmio si ha per proprietari con redditi dai 28 mila euro in su.

Questo ovviamente porterà ad una riduzione dei contratti a canone concordato in quanto meno convenienti come su detto.

Inoltre, conclude la Cigil, anche all’aumentare del reddito dei proprietari, il vantaggio fiscale è sempre maggiore nel canale libero.

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