Il terzo trimestre 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009 ha visto un calo delle operazioni di surroga passando dal 20% circa del totale mutui al 13%.

Tra il 2008 ed il 2009 sono stati tantissimi i mutuatari che si sono avvalsi della possibilità di surrogare il proprio mutuo a fronte delle novità che la legge Bersani introdusse eliminando i costi per tale operazione comunque già prevista dal codice civile.

Ricordiamo che la surroga, o portabilità del mutuo, consiste nell’opportunità per il debitore (mutuatario) di sostituire il vecchio istituto bancario, con il quale all’epoca aveva stipulato il contratto, con un’altro dalle condizioni economiche migliori, il tutto senza costo alcuno.

Sembrerebbe che il rallentamento delle surroghe non sia dipeso più di tanto dalla diminuzione delle richieste (anche se le previsioni per i tassi d’interesse sono rialziste ed ovviamente questo diminuisce l’appetibilità alla surroga), quanto dal fatto che molte banche iniziano a non offrire più tale prodotto in quanto in passato molti ne hanno abusato, cambiando banca ogni volta che si presentava uno spread migliore, ciò è stato possibile in virtù del fatto che la legge non prevede un limite massimo di volte in cui si possa effettuare tale prassi.

Ci sono comunque ancora istituti che puntano su questa soluzione proponendo condizioni più che convenienti rispetto all’accensione di un mutuo classico; evidentemente tali istituti contano sulla vendita di prodotti correlati e/o addizionali e vogliono ancora farsi carico del rischio di trovare clienti che dopo poco tempo trsferiscono di nuovo il loro mutuo ad un’altra banca.

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