Tra le modifiche eventualmente inseribili nel decreto milleproroghe quella che ha già sollevato molte perplessità e critiche è la possibilità di riaprire i termini dell’ultimo condono.

Numerose richieste di ritiro dell’emendamento, presentato da un gruppo di senatori del Pdl, sono già pervenute da associazioni ambientaliste e ordini professionali.

I senatori promotori dell’iniziativa hanno però sottolineato che nell’eventualità si tratterebbe di applicare tale modifica limitatamente alla regione Campania che come già precedentemente denunciato dall’assessore Tagliatela all’epoca non potè fruire della possibilità di regolarizzare gli abusi.

L’emendamento consentirebbe dunque di condonare tutte quelle opere realizzate entro il 31 marzo del 2003 e per le quali dovrà essere nell’eventualità presentata domanda di regolarizzazione entro il 31 dicembre 2011.

Molteplici le richieste di ritiro, wwf, Fai, Legaambiente e l’Istituto nazionale d’Urbanistica che vedono la riapertura del condono senza fini d’interesse pubblico pericolosa per il rischio idrogeologico ed inammissibile in quanto dimostrato che a tali iniziative seguono sempre grandi consumi di suolo ed hanno il sapore della sconfitta dello stato nei confronti delle attività edilizie illegali.

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