Secondo il report trimestralmente prodotto dall’Abi isieme al Ministero del Lavoro dal nome “Indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane”, nonostante la situazione di crisi le famiglie italiane fanno segnare una crescita delle richieste sui mutui per la casa.

Riguardante i dati del dicembre 2010, il report, evidenzia come a fronte di tassi d’interesse ancora appetibili e dei prezzi degli immobili in ribasso vi sia stata una crescita rispetto all’anno precedente, dell’8,3% registrata a ottobre che comunque fa rimanere l’Italia uno dei paesi europei con il livello d’indebitamento mediamente più basso.

Nello specifico per quanto riguarda la percentuale che il mutuo rappresenta sul totale del prezzo dell’immobile nel nostro paese è al 65%, e quindi più bassa rispetto alla media europea che si attesta sul 79%.

Da un punto di vista più generale nel corso di tutto il 2010 rispetto al 2009 la crescita è stata di circa l’1%, e nel 2009 rispetto all’anno precedente era invece stata del 7%, dati questi che confermano un trend positivo ed una buona appetibilità degli investimenti immobiliari, anche se è necessario ricordare che tali dati comprendono anche rinegoziazioni e surroghe, ormai diventate operazioni piuttosto comuni.

Per quanto riguarda invece durata, importo ed età dei richiedenti, la casistica più consolidata sembra quella che vede mutuatari tra i 25 e i 44 anni, che chiedono importi compresi tra 100 e 150 mila euro per una durata da 25 a 30 anni.

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