Il giorno 17 febbraio 2011 a Padova presso la sede della Fimaa Ascom si è svolto un seminario nel quale tra i vari argomenti trattati, è stata riservata particolare attenzione alle novità che la riforma sulla mediazione creditizia porterà nello svolgimento di tale professione.

Il problema più grande sembra essere quello che riguarda la non possibilità di continuare ad operare come ditta individuale (sarà necessario infatti farlo con società di capitale), ma aspetto ancora più negativo, e che a detta della Fimaa (ma non solo) rasenta l’assurdità, è che sarà obbligatorio un capitale minimo interamente versato di euro 120 mila.

Ora appare chiaro che, nell’ipotesi in cui non si dovesse decidere di cambiare la legge in questo senso, saranno migliaia le persone, che magari da anni svolgono l’attività di mediatore creditizio per conto proprio, ad essere tagliate fuori per mancanza di fondi (120 mila euro non si trovano per la strada).

Solo a Padova sarebbero circa 1500 i professionisti a trovarsi in serie difficoltà.

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