efficienza energetica nelle costruzioni residenzialiSecondo i dati dell’Unione Europea gli immobili residenziali concorrono per circa il 40% al consumo energetico totale.

Per questo l’efficienza energetica degli edifici viene ormai considerata come fulcro delle politiche per la tutela ambientale.

Nell’ambito di questa situazione il deputato Pd Elisabetta Zamparutti ricorda in un’interrogazione parlamentare, come le norme in termini di efficienza energetica esistano ma siano per lo più rivolte ad edifici di nuova costruzione (che ammontano solo all’1% del totale), tralasciando invece il patrimonio esistente.

Sarebbe invece possibile , aumentando gli standard energetici delle strutture pre esistenti, fare un notevole passo avanti per il raggiungimento dell’obbiettivo del 2020, aumentare i posti di lavoro, ovviamente derivati dagli interventi di riqualificazione, e dare un netto taglio alle bollette del paese.

Tutto ciò destinando il 4% dei fondi unione europea per lo sviluppo regionale (circa 8 miliardi) alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente.

In risposta a tale interrogazione, il sottosegretario Stefano Saglia, ha sottolineato come invece l’Italia sia un passo avanti rispetto alle linee guida europee in termini di politiche energetiche, e ne è la prova l’insieme di leggi contenenti le norme per la certificazione energetica di tutti gli edifici, sia nuovi che vecchi.