Dall’operazione dell’Agenzia del territorio per la localizzazione dei cosi detti immobili fantasma, sono emerse circa 2 milioni di particelle che presenterebbero irregolarità.

Di queste fino ad ora circa un milione sono state esaminate, e per il termine dell’operazione fissato per il 31 marzo prossimo, si dovrebbe giungere a quota un milione e duecentomila.

Quindi se la matematica non è un’opinione circa 800 mila particelle rimarrebero per cosi dire scoperte; e proprio riguardo a queste ultime che entrano in gioco le amministarzioni locali, alle quali sono stati destinati il 75% delle sanzioni (peraltro quadruplicate) che ricordiamo andare da un minimo di 1032 euro fino ad un massimo di 8264 cadauno.

Così l’eventuale gettito che potrebbe andare nelle casse dei diversi comuni va da un minimo di circa 380 milioni ad un massimo di circa 3 miliardi di euro, divisi tra le diverse amministrazioni in funzione del numero di irregolarità rilevate; i comuni con più irregolarità prenderanno più soldi.

Queste sono solo previsioni che dovranno aspettare la fine di tutto il processo, ma va considerato che fino ad ora le sanzioni sono state applicate al minimo, mentre dopo il 31 marzo potrebbero essere applicate con maggiorazione, dovuta ai costi che le single amministrazioni dovranno sostenere per l’eventuale individuazione.

Ricordiamo inoltre che una volta trovati tutti i furbetti i comuni potranno chiedere loro i tributi per gli anni passati e questo potrebbe portare un ulteriore aumento di questo nuovo tesoretto.

A questo proposito però è degno di nota l’aspetto per il quale, se si considera che a rigor di logica coloro che non hanno approfittato della sanatoria in tempo utile e con lo sconto, probabilmente sono proprietari di immobili per i quali il semplice accatastamento non elimina i plausibili e più gravi abusi edilizi ed urbanistici, i sindaci dopo aver incassato le sanzioni si troveranno a dover decidere se demolire, oppure fare finta di niente.

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